Panchen Lama's New Palace (Dekyi Phodrang)
Uno dei palazzi del Panchen Lama, guida del buddhismo tibetano, situato a sud di Tashilhunpo e noto anche come Dekyi Phodrang. Costruito nel 1954 con i fondi del governo centrale,…
Panchen Lama's New Palace (Dekyi Phodrang), Shigatse
Informazioni essenziali
- Ingresso
- ¥30
- Orari di apertura
- 9:00—18:00
- Come arrivare
- Si raggiunge a piedi, in 20 minuti in direzione sud dal Tashilhunpo, oppure con un risciò a tre ruote
- Valutazione della guida
- 3 / 5
Da China Self Guided Travel 2025, pagina 558. Apri in Google Maps
Informazioni su Panchen Lama's New Palace (Dekyi Phodrang)
Uno dei palazzi del Panchen Lama, guida del buddhismo tibetano, situato a sud di Tashilhunpo e noto anche come Dekyi Phodrang. Costruito nel 1954 con i fondi del governo centrale, era il palazzo estivo in cui riposava il Panchen Lama. Il nuovo palazzo è maestoso e raffinato, un luogo ideale per sfuggire al caldo estivo. All’interno sono custoditi molti reperti storici tibetani e opere d’arte, tra cui spicca per bellezza un affresco che raffigura l’incontro tra Phagpa e Kublai Khan.
Domande frequenti
Quanto costa Panchen Lama's New Palace (Dekyi Phodrang)?
L'ingresso a Panchen Lama's New Palace (Dekyi Phodrang) costa ¥30, come indicato nella guida 2025. I prezzi possono cambiare: verifica il canale ufficiale prima di partire.
Quali sono gli orari di apertura di Panchen Lama's New Palace (Dekyi Phodrang)?
Panchen Lama's New Palace (Dekyi Phodrang) è aperto 9:00—18:00.
Come si arriva a Panchen Lama's New Palace (Dekyi Phodrang)?
Si raggiunge a piedi, in 20 minuti in direzione sud dal Tashilhunpo, oppure con un risciò a tre ruote
Dove si trova Panchen Lama's New Palace (Dekyi Phodrang)?
Panchen Lama's New Palace (Dekyi Phodrang) si trova a Shigatse, Tibet Autonomous Region, nella regione Sud-ovest della Cina.
Altri luoghi a Shigatse

Tashilhunpo Monastery
Attorno alla statua del Buddha corre un corridoio buio che permette di girarle intorno: le perle celesti e le agate incastonate nel basamento sono a portata di mano, sfarzose come in un sogno. Fondato nel 1447 da Gendun Drubpa, discepolo di Tsongkhapa e primo Dalai Lama. Dal quarto Panchen Lama in poi è diventato il centro delle attività religiose e politiche dei Panchen Lama, ed è il quarto monastero più importante della scuola Gelug. Ospita la statua di Buddha in bronzo dorato più grande del mondo, alta 22,4 metri, con oltre 1.400 gemme incastonate sul corpo e un enorme diamante al centro della fronte, circondato da più di 30 diamanti grandi come fave. Il Tashilhunpo ha 4 collegi (dratsang) edificati lungo i fianchi della montagna. Dei suoi 64 villaggi (kangcun) molti si sono ormai trasferiti. Provate a camminare nelle stanze buie: i corrimano delle scale di legno sono lucidati dal tocco di innumerevoli mani, e dalle strette finestre si intravede il brulicare del monastero, come se si guardasse un’altra epoca.
¥100 in alta stagione, ¥55 in bassa stagione (ingresso gratuito durante il Festival del Buddha Saltante) · 2 ore

Mount Everest (Qomolangma)
Gli ultimi 100 km richiedono il controllo al posto di frontiera, poi si procede senza sosta lungo la valle. Si vedono i resti di un antico castello, un villaggio, conigli, antilopi e una vegetazione sempre più rada, fino a non vedere più nulla. Restano solo pietrisco, acqua di disgelo e vette, senza erba né muschio, con pochissima vita. Dopo aver aggirato una serie di montagne, l'autista dice: «Guarda, l'Everest».
Tassa d’ingresso nell’area: ¥160; navetta turistica: ¥120 · 1-2 giorni

Everest Base Camp
Otto chilometri oltre il Rongbuk Temple si trova il campo base cinese dell'Everest, famoso nel mondo dell'alpinismo. Le strutture fisse del campo sono solo una piccola casa di pietra dell'associazione alpinistica, ma durante la stagione delle scalate ai piedi della montagna si raccolgono centinaia di tende, con sfidanti di ogni provenienza e i migliori sherpa. Su una piccola altura vicina è piantato il nuovo segnale che indica la quota dell'Everest. Sul pendio accanto sorgono molte lapidi, dove riposano gli alpinisti più coraggiosi. Per raggiungere l'Everest da Xegar (协格尔), lungo il percorso si attraversa il passo Gewula (格乌拉山口) a 5170 m, da cui si ammirano in fila il Cho Oyu, l'Everest, il Makalu e lo Shishapangma: uno spettacolo maestoso!
Incluso nella tassa di tutela ecologica del Monte Everest · 1-3 ore

Rongbuk Glacier
Il ghiacciaio Rongbuk si trova ai piedi dell'Everest, in un'ampia zona tra 5300 e 6300 m di quota. È formato da due grandi ghiacciai, il Rongbuk occidentale e il Rongbuk centrale, per una lunghezza totale di 22,4 km, ed è il ghiacciaio di valle più sviluppato e meglio conservato al mondo. Vi si trovano numerosi circhi glaciali, ghiacciai e ghiacciai sospesi, oltre a innumerevoli laghi glaciali, pareti di ghiaccio, grotte e corsi d'acqua sotto il ghiaccio. Il paesaggio è di rara bellezza: è celebrato come «il ghiacciaio più bello della Cina» e il più grande «parco alpino» del mondo.
Gratuito · 1 ora

Shalu Monastery
Il Monastero di Shalu è il celebre monastero della scuola Shalu del buddhismo tibetano. Fu fondato nel 1087 dal monaco Jizun Xirao Qiongnai. Durante la dinastia Yuan, il monastero fu gravemente danneggiato da un terremoto, e l’imperatore inviò operai per ricostruirlo, tra cui artigiani han. Artigiani tibetani e han costruirono insieme questo edificio dallo stile unico: gli edifici di tipo tibetano sono coronati da tetti in tegole smaltate in stile palazzo cinese, sostenuti da mensole in legno (dougong). Le due tradizioni architettoniche si fondono con armonia, a testimonianza della stretta collaborazione tra gli artigiani delle due etnie. I tesori sacri del monastero sono quattro: tavole per sutra composte da 108 pezzi di sandalo; l’acqua sacra conservata in un recipiente di bronzo che viene sostituita ogni 12 anni; la bacinella di pietra con cui Xirao Qiongnai si lavava il viso; e la pietra di fondazione, bianca davanti e nera dietro, incisa con il mantra dei sei sillabe.
¥60 · 3 ore

Sakya Monastery
Il Monastero di Sakya è il primo monastero della scuola Sakya del buddhismo tibetano ed è considerato la “Seconda Dunhuang”. Il suo stile architettonico è davvero singolare: ha pianta quadrata ed è circondato da mura di cinta. Il muro esterno è alto 10 metri, con torri di guardia agli angoli, e all’esterno corre anche un fossato artificiale. Le mura sono dipinte in tre colori (rosso, nero e bianco), che costituiscono il segno distintivo dei monasteri della scuola Sakya nel buddhismo tibetano. I tesori custoditi nel monastero sono estremamente ricchi: tra questi, migliaia di manoscritti in sanscrito su foglie di palma, risalenti a oltre mille anni fa e che si dice siano stati trascritti da copisti di tutto il Tibet su ordine del maestro Sakya Phagpa, oltre a pitture murali di raffinata fattura. A differenza di Dunhuang, ormai ridotta a reperto storico, il Monastero di Sakya si tramanda di generazione in generazione, sempre vivo. Ogni anno il monastero celebra numerose cerimonie, grandi e piccole. Le più imponenti e caratteristiche sono il Festival estivo della Danza Vajra, che si tiene nel settimo mese del calendario tibetano, e il Festival invernale della Danza Vajra, che inizia il diciannovesimo giorno dell’undicesimo mese tibetano.
¥60 · 1–3 ore